LOREM IPSUM DOLOR SIT AMET

"Manu"

Per sentir parlare di Emanuela, per tutti noi "MANU", basta guardarsi intorno respirando l'aria intrisa delle emozioni che ci ha lasciato ....

Ma e' giusto che a parlare di Manu siano i suoi Cari ... 

"Ci piace ricordare la nostra amata Emanuela, Moglie e Mamma, raccontando tre momenti della nostra vita.

.... Alle ore 23,30 di una serata invernale, mentre eravamo intenti a consumare la nostra cena (sempre a quell’ora perché l’intensa giornata di Emanuela si concludeva nelle ore serali, dopo la giornata lavorativa in banca ed il giro delle palestre), assistiamo, nel giro di pochissimi secondi, alle seguenti scene: squilla il telefono, risponde, infila il cappotto, dice di non preoccuparci, tornerà fra poco.

Eravamo abituati alla Sua irruenza, alla Sua iperattività: non ci preoccupammo davvero e continuammo la nostra serata.

Ovviamente, la rivedemmo l’indomani mattina ed anche i successivi giorni continuammo a seguire gli eventi connessi, appassionandoci e partecipando perché Lei riusciva a farci appassionare ad ogni Sua iniziativa.

Ebbene, quella sera, a seguito di una telefonata di una mamma di un Suo “bambino” (così amava chiamare tutti i Suoi miniatleti, anche quando avevano raggiunto l’età adulta….), era uscita a cercare quel “bambino” ormai diciassettenne che, con “l’aiuto” di strane sostanze, cercava di superare prove durissime, che la vita gli aveva riservato.

Furono tre mesi di lotta estenuante, ovviamente senza tralasciare gli altri Suoi impegni (in primis il minibasket), ma un pomeriggio tornò a casa sfoderando un sorriso illuminante (di quelli che noi non dimenticheremo mai) e ci disse che ce l’aveva fatta.

Noi, conoscendoLa, non avevamo mai avuto alcun dubbio.

Oggi, quel Suo “bambino” ha una splendida famiglia ed è un prestigioso professionista.

Mario, Giorgia e Giuseppe

 

.... la Sua gioia nell’organizzare a casa la serata inaugurale del Torneo, che oggi è intitolato alle “Quattro Stelle”. La Sua felicità nell’accogliere gli amici del PSG provenienti dalle varie regioni, la Sua forza, la Sua passione nell’organizzare il Torneo e partecipare ai Tornei in giro per l’Italia, la Sua simpatia e la Sua socievolezza che coinvolgevano tutti nelle Sue iniziative (i genitori in primis …).

Giorgia e Giuseppe

 .... il suo ultimo biglietto: “per favore firma i trasferimenti dei bambini”.

Lo trovai quella maledetta domenica mattina sul mio comodino e che, ovviamente, conservo gelosamente.

Prima di partire per Potenza, quando tutta la famiglia dormiva ancora, lasciò quel messaggio indirizzato a me, che indegnamente avevo sostituito alla presidenza del “Città di Caserta”.

Prima di partire, con la squadra, all’alba di quella domenica di novembre, pensò ancora una volta ai Suoi “bambini”, gli U14 che dovevano trasferirsi dal Suo amato “Città di Caserta” alla Juvecaserta.

Mario 

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